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Studiare italiano dai confini della Lapponia

Intervista a Marina Tosi, iscritta al corso di laurea ICoN

Marina Tosi, insegnante di italiano e studentessa ICoN, abita da oltre venti anni nell’estremo nord dell’Europa, ai confini della Lapponia: a metà anni Novanta si è sposata con un finlandese e ha lasciato l’Italia. Da qualche tempo ha scelto di riannodare alcuni fili con la sua terra di origine e si è iscritta al corso di laurea in Lingua e cultura italiana per cittadini stranieri e italiani residenti all’estero erogato via Internet dal Consorzio ICoN.

«Sono nata in Italia – racconta Marina -. Anche se ho vissuto in Danimarca e in Finlandia con una permanenza nei paesi scandinavi di quasi trent’anni, mi sento molto attaccata alla mia terra, tanto che i miei studenti mi definiscono “Marina Made in Italy”».

Quale indirizzo hai scelto per questa laurea triennale? È in linea con il tuo campo di studi?
Ho scelto il curriculum didattico, dato che già insegno italiano nelle scuole serali comunali, nei licei, al conservatorio, all’istituto parauniversitario e all’università estiva. Questo percorso di studi è effettivamente idoneo al lavoro che svolgo e quello che sto studiando mi aiuta a consolidare le mie conoscenze. Mi piacerebbe poter proseguire con una laurea magistrale. In Finlandia c’è molto interesse sia per la lingua italiana che per la cultura italiana e alcune università, Helsinki e Turku, hanno facoltà di lingua italiana che provvedono alla formazione di insegnanti e di traduttori. Per questa ragione non sono in molti che scelgono questo tipo di triennale on line.

Hai già affrontato esperienze di e-learning o è la tua prima volta? Ti trovi bene con i ritmi di studio e con la didattica a distanza?
Si tratta della mia prima volta. Non avevo mai studiato in modalità e-learning e devo ammettere che tutto sommato è molto pratico. Il fatto di poter scegliere quanti esami dare e quante materie studiare rende tutto molto più facile. Se per esempio ho quaranta ore di insegnamento e 1350 chilometri da fare alla settimana, so perfettamente di non poter dare più di due esami a sessione. Cerco quindi di dare il massimo e di concentrarmi sulle materie scelte. Studio in ogni momento che ho a disposizione, quindi anche la mattina molto presto. Ho scelto il percorso di studio con tutore, perché mi sento molto più seguita e il fatto di sapere che ci siano delle persone pronte a rispondere o a chiarire i miei dubbi mi fa sentire più sicura.

Per quanto riguarda gli esami, com’è il fatidico momento? C’è qualche ricordo o aneddoto che vuoi condividere con noi?
Quando arriva il momento dell’esame c’è sempre molta tensione. Quando il cronometro parte mi sento inizialmente agitata, poi poco alla volta inizio a sentirmi più tranquilla e riesco a procedere con calma, leggendo attentamente ogni domanda e cercando di rispondere non in maniera non affrettata. Ricordi? Sì, proprio l’ultimo esame che ho dato ero così tesa che non mi ricordavo il mio nome utente e neanche la password. Vorrei però aggiungere che questi studi mi hanno aperto una “porta” sul mondo del passato che non conoscevo così bene, rivelandomene il suo fascino e la sua grandezza. È un percorso di studi che dovrebbe essere fatto non tanto per il “goal” finale ma per placare la “sete di conoscenza”.

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