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FILOSOFIA

 
 La demoantropologia italiana 
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Indice delle unità didattiche

 

UD 1 - Gli studi sulla letteratura popolare fino al primo Novecento (1)

L'unità didattica mostra come l'attenzione dei folkloristi italiani si sia rivolta, in tutto il periodo romantico e post- romantico, alla letteratura popolare e in modo particolare alla poesia popolare. Di questi studi viene fatta la storia, da Tommaseo a Nigra, mostrando la prevalenza degli interessi filologici.

1.1 - Il popolarismo romantico e Tommaseo (I)

1.2 - Il popolarismo romantico e Tommaseo (II)

1.3 - Il filologismo positivista: Rubieri, D'Ancona

1.4 - La teoria del sostrato etnico: Nigra

 

UD 2 - Gli studi sulla letteratura popolare fino al primo Novecento (2)

L'unità didattica riprende la storia degli studi di letteratura popolare nel secondo Ottocento, mostrando l'affermarsi di nuove tendenze rappresentate dalla "scuola storica", l'allargamento degli interessi agli altri generi letterari, e in particolare alla narrativa, la nuova attenzione alla letteratura come testimonianza di una condizione sociale.

2.1 - Tendenze realistiche. Padula e la poesia popolare

2.2 - Gli studi sulla narrativa e gli influssi europei (I)

2.3 - Gli studi sulla narrativa e gli influssi europei (II)

2.4 - Raina, Graf, Salomone-Marino (I)

2.5 - Raina, Graf, Salomone-Marino (II)

 

UD 3 - Gli studi sulla letteratura popolare fino al primo Novecento (3)

L'unità didattica presenta un nuovo periodo degli studi demologici, in cui l'eredità romantico-positivista dà i suoi frutti migliori con Pitrè, mentre Benedetto Croce liquida successivamente l'eredità ottocentesca, stimolando il dibattito teorico e influenzando il rinnovamento dell'approccio storico-filologico.

3.1 - Pitrè e la letteratura popolare (I)

3.2 - Pitrè e la letteratura popolare (II)

3.3 - La reazione idealistica: Croce

3.4 - Santoli e Gramsci (I)

3.5 - Santoli e Gramsci (II)

 

UD 4 - Demologia, etnologia e indagini socio-antropologiche fino alla prima guerra mondiale

L'unità didattica mostra come dall'interno della cultura antiquaria, tra Settecento e Ottocento, nasce lo studio degli usi e costumi, che prima si affianca, minoritario, agli studi di letteratura, poi si accresce interferendo cogli studi linguistici e dialettologici, occupa un posto importante nella demologia di Pitrè, diventa socio-antropologia in Padula e, infine, si sviluppa come studio etnologico dei popoli extraeuropei.

4.1 - La cultura antiquaria

4.2 - La documentazione degli usi, costumi e credenze

4.3 - Tra linguistica ed etnologia

4.4 - Pitrè e la demologia

4.5 - La socio-antropologia di Padula (I)

4.6 - La socio-antropologia di Padula (II)

4.7 - Tra etnologia ed antropologia fisica

 

UD 5 - L'antropologia italiana tra le due guerre

L'unità didattica descrive lo stato degli studi etnoantropologici italiani dal primo dopoguerra allo scoppio della seconda guerra mondiale, mostrando l'influenza su di essi del fascismo e la persistenza di voci autonome e indipendenti.

5.1 - Influenze europee

5.2 - La ricerca etnologica e il fascismo

5.3 - Demologi e storici delle religioni (I)

5.4 - Demologi e storici delle religioni (II)

5.5 - Gramsci e la teoria della cultura popolare

 

UD 6 - L'antropologia italiana dal secondo dopoguerra ad oggi (1)

L'unità didattica mostra come i cambiamenti politici e sociali del secondo dopoguerra influenzarono la ripresa degli studi demologici, segnati da un lato dal mito della civiltà contadina, dall'altro dalla sua contestazione, e come, in relazione a questo contesto, si articolò la ricerca di Ernesto de Martino.

6.1 - La temperie politico-culturale del dopoguerra

6.2 - La "civiltà contadina". Levi e Scotellaro

6.3 - L'anti-primitivismo e Scotellaro

6.4 - Ernesto de Martino (I)

6.5 - Ernesto de Martino (II)

6.6 - Ernesto de Martino (III)

6.7 - Ernesto de Martino (IV)

 

UD 7 - L'antropologia italiana dal secondo dopoguerra ad oggi (2)

L'unità didattica mostra come, per influenza delle teorie di Gramsci e dello stesso de Martino, gli studi italiani enfatizzarono la dimensione progressiva del folklore, diventando una sola cosa con l'impegno politico e sociale, mentre persistevano stili di lavoro tradizionali e s'imponeva progressivamente un rinnovamento di temi e modelli, per influenza dell'antropologia angloamericana e francese, ora meglio conosciuta in Italia.

7.1 - Folklore progressivo e contestativo, dislivelli interni di cultura (I)

7.2 - Folklore progressivo e contestativo, dislivelli interni di cultura (II)

7.3 - Studi tradizionali (I)

7.4 - Studi tradizionali (II)

7.5 - Le nuove tendenze (I)

7.6 - Le nuove tendenze (II)

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