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Indice delle unità didattiche
UD 1 - Le argenterie
Le arti suntuarie, cioè di lusso, comprendevano nella tarda antichità una vasta produzione in oro, argento, avorio, gemme, vetro e seta, che era finalizzata all'esibizione dello status sociale delle classi alte. Le argenterie, da tavola, per la toeletta o per scopi celebrativi e ornamentali, erano prodotte principalmente a Roma, Ravenna, Milano, Costantinopoli, Antiochia e Alessandria d'Egitto.
1.1 - Le arti suntuarie. Definizione e destinazione
1.2 - Le argenterie. Introduzione
1.3 - Apparato da mensa e piatti celebrativi imperiali
UD 2 - Tematiche pagane e cristiane nei manufatti in argento
Nelle argenterie tardoantiche pagane compaiono figurazioni celebrative, pastorali e mitologiche (soprattutto dionisache), mentre in quelle cristiane, non solo liturgiche, sono presenti scene bibliche o simboliche. In entrambi i casi lo stile prevalente è quello classicistico, con una accentuata fusione di naturalismo e astrazione.
2.1 - Soggetti mitologici
2.2 - Scene di vita; paganesimo e cristianesimo
2.3 - Argenterie cristiane
UD 3 -
Gli avori tardoantichi
Gli avori tardoantichi, solitamente provenienti da tesori di chiese, sono prevalentemente dittici consolari, scatole, formelle e rilievi per mobili, di tematica celebrativa o mitologico-letteraria. Prodotti soprattutto a Roma e Costantinopoli, ma anche a Milano e Alessandria d'Egitto, essi rimangono, fino al VI secolo compreso, saldamente legati allo stile classico, talvolta reinterpretato con una sensibilità astrattizzante.
3.1 - Gli avori tardoantichi
3.2 - I dittici consolari di fine IV e di V secolo
3.3 - Altri esempi di dittici consolari di fine IV e di V secolo
3.4 - I dittici celebrativi non consolari di fine IV e di V secolo
3.5 - I dittici a soggetto pagano di fine IV e di V secolo
3.6 - Altri dittici a soggetto pagano di fine IV e di V secolo
UD 4 - Gli avori cristiani
Gli avori cristiani comprendono pissidi, reliquiari, coperte di libri sacri, formelle di scatoline e di mobili, tanto di uso liturgico che privato. Le tematiche sono tratte dalla Bibbia e dai Vangeli o derivano dalla simbologia cristiana. Lo stile non si distingue da quello degli avori pagani, fino al declino qualitativo che si registra tra i secoli VI e VIII in Occidente e VII e IX in Oriente.
4.1 – Pissidi e reliquiari cristiani di fine IV e V secolo
4.2 - Dittici cristiani a cinque parti di fine IV e di V secolo
4.3 - Avori del VI secolo a carattere celebrativo e classico
4.4 - Avori cristiani del VI secolo e produzione successiva
UD 5 - Glittica, vetro e oreficeria
- Nel IV secolo notevoli testimonianze sono costituite da pietre dure intagliate e da oggetti in vetro, la cui lavorazione dall'Oriente bizantino si trasmette all'Islam. Anche le oreficerie, per la decorazione personale o per uso liturgico cristiano, presentano esemplari di grande qualità, dove compare un acceso cromatismo ottenuto con smalti e gemme. Se l'Oriente ha un ruolo guida, non va trascurato, in Occidente, l'apporto germanico, che introduce uno stile a intrecci astratti.
5.1 - Glittica, vetro e oreficeria
5.2 - Glittica
5.3 - Vetri: alcuni esempi
5.4 - Vetri: centri e tecniche di lavorazione
5.5 - Oreficerie: oggetti per l'uso liturgico
5.6 - Oreficerie: oggetti per l'ornamento personale
5.7 - L'oreficeria barbarica
UD 6 - I tessuti
I tessuti tardoantichi, principalmente sete, sono noti sia da rinvenimenti archeologici (soprattutto in Egitto, zona di grande produzione, con
Costantinopoli), sia da testimonianze iconografiche. Oltre che per le vesti, le stoffe venivano usate per addobbare palazzi e chiese. Lo stile, dapprima naturalistico, si fa sempre più astratto a partire dal V secolo.
6.1 - Le stoffe preziose. Centri di produzione e vie
commerciali
6.2 - Le stoffe preziose. Tessitura, colorazione e
decorazione
6.3 - Tessuti di pregio nei palazzi
6.4 - Tessuti di pregio nell'abbigliamento
6.5 - Lo stile di fine III e di IV secolo
UD 7 - I soggetti nell'arte del tessuto
I soggetti delle stoffe tardoantiche erano soprattutto mitologici e bucolici, ma, a partire dal V secolo, grande influenza ebbero i tessuti persiani sasanidi, con figure stilizzate di animali anche fantastici duplicati attorno a motivi vegetali. In ambito cristiano prevalgono invece scene bibliche o figure di santi, anche se sono apprezzati pure i decori geometrici.
7.1 - Soggetti mitologici
7.2 - Soggetti bucolici, venatori e animalistici
7.3 - Tendenze all'astrazione e influssi persiani
7.4 - Stile e iconografie persiani
7.5 - Soggetti venatori e personificazioni pagane
7.6 - Motivi geometrici e floreali
7.7 - Soggetti cristiani
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