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1.2 1.2 - Il rapporto tra Socrate e i suoi allievi Ma che tipo di rapporto aveva istituito Socrate ad Atene? Da quel che sostiene Hegel, il rapporto fra Socrate e i suoi allievi era basato non sull'autorità,ma sul riconoscimento della reciproca autonomia. Scrive Hegel: I discepoli di Gesù avevano rinunciato a tutti i loro interessi, che di certo non erano molto vasti né li toccavano profondamente,avevano tutto abbandonato per seguire Gesù; essi non avevano alcun interesse di carattere politico, quali il cittadino di una repubblica ha per la propria patria; ogni loro interesse era circoscritto alla persona di Gesù. Gli amici di Socrate invece avevano sviluppato fin dalla gioventù le loro facoltà in molteplici direzioni, avevano assorbito quello spirito repubblicano che dà ad ogni individuo maggiore autonomia e rende impossibile per ogni uomo di media levatura dipendere interamente da una persona. Nel loro stato l'avere interessi politici, e a simili interessi non si può mai fare rinuncia, costituiva un pregio. Del resto la maggior parte di essi erano già stati seguaci di altri filosofi e di altri maestri. Amavano Socrate per la sua virtù e la sua filosofia e non la virtù e la sua filosofia per amor suo. Socrate stesso aveva combattuto per la patria, aveva adempiuto ad ogni dovere di libero cittadino, in guerra da valoroso soldato, in pace da giusto giudice; così anche tutti i suoi amici erano qualche cosa di più che solo inoperosi filosofi, qualche cosa di più che semplici scolari di Socrate. Essi erano infatti in grado di rielaborare nella propria testa quel che imparavano, di imprimervi lo stampo della propria originalità; molti fondarono proprie scuole e furono nello loro autonomia grandi quanto Socrate (Hegel, Scritti teologici giovanili: 246, 247). Se ora noi consideriamo le figure di Gesù e di Socrate, al di là di ciòche sono state storicamente, come le espressioni di due modi di concepire l'insegnamento e l'apprendimento, due modi che si oppongono per come istituiscono il rapporto fra autonomia e relazione di potere, mi pare importante sottolineare due cose: a. tra Socrate e i suoi allievi non c'è relazione fondata sulla fedeltà e sull'autorità;b. gli allievi di Socrate sviluppano il loro apprendimento rielaborando in modo originale nella loro testa quel che imparano. Quelle tra il maestro e i suoi discepoli, così come si configurano nella figura di Socrate descritta (e mitizzata) da Hegel, sono relazioni di potere dove il riconoscimento dell'alterità sta alla base di un apprendimento fondato sull'autonomia.
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