Icon Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
 
Home > Laurea > Antichistica  > La cultura materiale
ANTICHISTICA

Indice  
Guida  
UD  1  
2  
3  
4  
5  
6  
7  
Indice  1  2  3  4  5  

1.3

1.3 - Organizzazione delle cave romane e del trasporto

Busto di Agrippa
Fig. 1

Con la conquista dell’Oriente (146 a.C.), come detto in 1.4, le cave di marmo diventano proprietà della classe dirigente romana, di famosi generali come Pompeo (vedi la voce Roma antica - Storia - La repubblica IV) ed Agrippa [Fig.1]; Augusto (27 a.C. - 14 d.C.) inaugura poi la politica dello sfruttamento imperiale delle cave, per la ricostruzione edilizia di Roma e dell’Impero. L’organizzazione delle cave è nota dalle sigle presenti su marmi pregiati, come lo statuario di Paro, su prodotti e semilavorati di officine specializzate, come detto in 1.4 e 1.5, recuperati nelle cave o nei depositi di Roma e Ostia, ancora in funzione nel V secolo d.C. Le sigle, soprattutto numeriche, accompagnate dai nomi dei consoli, indicano una cronologia; segnalano, anche all’interno di una stessa cava, il settore di estrazione, la destinazione dei blocchi, il computo ecc. A volte compare il nome del responsabile del settore, dell’appaltatore o del proprietario della cava, che è spesso l’imperatore.

A capo di tutto il sistema di controllo c’è un funzionario, procurator marmorum, che sovrintende a Roma all’arrivo e smistamento dei marmi, da cui dipendono i depositi della Marmorata lungo il Tevere, quelli di Ostia-Porto, ed i procuratores, che dirigono le cave. Si tratta di schiavi imperiali o liberti, a capo di squadre di lavoro per l’estrazione del marmo, composte da condannati ai lavori forzati e da artigiani. Altri personaggi, importanti per il funzionamento della cava, sono il frumentarius per il controllo del personale, il dispensator Caesaris per l’approvvigionamento dei viveri ed i militari, per la difesa ma anche il controllo delle sigle ed il trasporto fino al punto di imbarco. Questo avviene per via fluviale, più economica, o su carri trainati da buoi; dal porto tramite le navi onerarie, lapidariae, si raggiunge la destinazione, dove il marmo passa un ulteriore controllo ed eventualmente un restauro dei pezzi danneggiati. Il più importante porto di sbarco è Ostia. Da qui il materiale, ammassato lungo la sponda sinistra del canale di Porto-Fiumicino, viene caricato dal corpus traiectus marmorariorum su battelli adatti alla navigazione del Tevere, fino alla Riva Marmorata. Con la crisi del III secolo d.C. scompaiono le sigle, a testimoniare una ridotta e diversa organizzazione, e con la fondazione di Costantinopoli il mercato del marmo si sposta verso la nuova capitale dell’Impero.

Vuoi identificarti?
Utente
Password
Hai dimenticato la password?

Registrati
Potrai accedere alla Biblioteca e partecipare ai Forum!

Clicca qui!

Newsletter
Per ricevere le notizie di ICoN lascia la tua
e-mail

Rapporti internazionali
Partner didattici



Copyright © 2000-2013 Consorzio ICoN - Italian Culture on the Net - p.i. 01478280504
Sede legale: Lungarno Pacinotti 43, 56126 Pisa - Sede amministrativa: Piazza dei Facchini 10, 56125 Pisa
Iscrizione al Registro delle imprese di Pisa al n. 5303/1999