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1.2 1.2 - Tipi di marmo in uso presso i Romani: i marmi colorati  Fig. 1 |  Fig. 2 | I marmi colorati hanno una gran fortuna dal II al V secolo d.C. per le lastre da rivestimento [Fig.1]; in statuaria sono impiegati solo per i ritratti imperiali (Venezia,I tetrarchi [Fig.2]). La grande richiesta porta all'accumulo dei blocchi di marmo, sbozzati e parzialmente lavorati, che arrivano a Roma nei magazzini della Riva Marmorata o in quelli di Ostia, come detto in 1.5.
 Fig. 3 | I marmi colorati più famosi vengono da cave in parte già note a Greci ed Egiziani. Il marmo numidico o giallo antico, dalla Tunisia, a grana molto fine di colore giallo, talvolta tendente al rosso,fu impiegato a Roma dal II secolo a.C. per porticati e pavimenti; il marmo Portasanta, che deve il suo nome all’uso per le porte di alcune basiliche di Roma (vedi la voce basilica), forse dalle cave di Chio, a grana fine di base grigiastra con sfumature rosate, fu ampiamente adoperato in edilizia. Il marmo africano, di cui è discussa la provenienza, caratteristico per il colore scuro, è spesso impiegato nell’architettura augustea. Il marmor lacedaemonium, dal Peloponneso, è un porfido verde, che si trova in natura già in grossi massi, poi tagliati per lastre ornamentali; invece la basanite dell’Egitto, da Uadi Hammamat, è un scisto verde, che conosce il massimo uso sotto i Flavi (I secolo d.C.; vedi la voce Roma antica - Storia - Da Augusto a Severo), soprattutto per arredi: vasche, tavoli. Il porfido rosso d’Egitto, dal mons Porphyrites è dal II secolo d.C. la pietra imperiale per eccellenza, usata per i sarcofagi (vedi la voce sarcofago) della famiglia imperiale (sarcofago di sant'Elena e di santa Costanza [Fig.3]). Abbondante è anche l’impiego di graniti, come il rosa di Assuan, la cui cava è molto attiva nel III secolo d.C. per vasche e colonne colossali; il granito del Foro dal mons Claudianus in Egitto, sfruttato per la grande edilizia imperiale (Pantheon; vedi la voce Pantheon), anche se economicamente è più accessibile il granito dell’isola d’Elba e quello del Nord Ovest della Turchia. Sempre per motivi economici e per soddisfare la gran richiesta si sfruttano pietre locali come le brecce dell’Appennino, delle Alpi ed i travertini.
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