Icon Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
Ricerca nel sito
Corsi di italiano
Corsi di italiano
I corsi di italiano della prima generazione
Aree disciplinari del corso di laurea
Antichistica
Filosofia
Geografia
Letteratura
Lingua
Musica, Teatro e Cinema
Storia dell'arte
Storia e scienze sociali
Risorse in abbonamento
Biblioteca digitale
Museo virtuale
Enciclopedia
Materiali multimediali
Formazione
Forum
Ricerca utente

Archivio Primo PianoArchivio GeneraleHome News

Fino al cinque maggio reperti esposti a Madrid

Pompei, catastrofe sotto il Vesuvio

Per la prima volta in Spagna una mostra sull’eruzione

Oltre seicento reperti archeologici in mostra a Madrid. La storia e gli eventi dell’eruzione del Vesuvio e la distruzione di Pompei rivivono nella capitale iberica al Centro di Arte Canal. Opere provenienti dai musei di Napoli e dagli scavi di Pompei, Ercolano, Boscoreale, Nola e Stabia, che, per la maggior parte, arrivano in Spagna per la prima volta e resteranno esposte sino al cinque maggio.

La mostra si propone di raggiungere due obiettivi. Il primo è quello di mostrare ciò che ha portato l'eruzione vulcanica in una città piena di vita. Gli oggetti di uso quotidiano, i dipinti e i detriti organici che ha conservato il disastro sono di qualità senza pari e una forza visiva archeologico indiscutibile. Il secondo obiettivo è quello di evidenziare la figura del “re archeologo”, Carlo III, scopritore della città sepolta e promotore degli scavi di Pompei mentre era Re delle Due Sicilie nel 1738. Il percorso espositivo segue le orme della vita in città prima, durante e dopo l'eruzione. Si tratta di un tracciato per riscoprire le origini di Pompei, conoscere la grandezza dell’eruzione che la seppellì nel 79 d. C. e contemplare la sua rinascita dalle campagne di scavo promosse dal re.

L’esposizione, è suddivisa in 10 sezioni tematiche, è organizzata in collaborazione con il Museo di Stato di Preistoria della città tedesca di Halle e con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali d'Italia.Si parte con Origine e storia, in cui la fondazione di Pompei si mescola con la mitologia. Secondo il mito greco-romano fu Ercole, figlio di Zeus, a fondare Pompei. Costantemente assediata dai Sanniti, originari dalle regioni montuose degli Appennini, Roma si assicurò il controllo della città nel III secolo a. C. La Casa di Menandro contiene invece numerosi dipinti e oggetti di lusso. Situata a Sud di Pompei ha dimensioni enormi, arrivando a occupa un intero isolato della città. La sezione che ospita La pittura pompeiana presenta gli affreschi delle città distrutte dall'eruzione del Vesuvio e ci permette di dire che Pompei offre i dipinti murali più importanti del mondo antico.

Fondamentale anche la scoperta della Vita privata, che porta a conoscere l’interno delle case, la vita e il lavoro degli abitanti della Campania. La necessità dell’improvviso abbandono ha permesso di mantenere intatte le diverse stanze della casa, con tutti gli oggetti di uso più comune del tempo. Il tempo libero racconta l’offerta di attività ricreative della città, anche se lo spettacolo più apprezzato era il gioco dei gladiatori, che si celebrava nell'anfiteatro. Dalla Strada passa la vita, che punta al centro nevralgico delle attività commerciali: il mercato della carne e del pesce.

E la mostra ripercorre anche la scoperta dei resti delle città nel XVIII secolo. Pompei, Ercolano, Stabia e gran parte della regione furono sepolte sotto sette metri di pomice, lapilli e cenere. Oltre diciassette secoli di oblio, fino alla loro scoperta da parte di Carlo III di Borbone. Gli scavi promossi dal “re archeologo” permisero di identificare, per la prima volta la città di Ercolano. Più tardi, a partire dal 1748, tornarono alla luce Pompei e a Stabia. Nelle ultime due sezioni vengono presentati gli effetti della scoperta, dato che le arti decorative del diciottesimo secolo iniziarono a ispirarsi agli affreschi e ai colori pompeiani. Si può infatti parlare di Pompei spagnole, visto che la passione archeologica del re fu cruciale per questa disciplina anche in Spagna. L’archeologia si diffuse al di là delle culture greca e romana, come per esempio ai giacimenti americani o agli studi del mondo arabo.


Lavinia Seriau(25/01/2013)
 
 
Archivio Primo PianoArchivio GeneraleHome News

 

Reg. Tribunale di Milano n. 739 del 28 dicembre 2002

Direttore responsabile: Marco Gasperetti
Caporedattore: Michelangelo Betti
Grafica: Andrea Grande

Collaboratori: Italia | Estero

Vuoi identificarti?
Utente
Password
Hai dimenticato la password?

Registrati
Potrai accedere alla Biblioteca e partecipare ai Forum!

Clicca qui!

Newsletter
Per ricevere le notizie di ICoN lascia la tua
e-mail

Rapporti internazionali
Partner didattici


Icon tools
Invia a un amico questa pagina
Fai di questa pagina la tua home page
Stampa questa pagina
Copyright © 2000-2016 Consorzio ICoN - Italian Culture on the Net - p.i. 01478280504
Sede legale: Lungarno Pacinotti 43, 56126 Pisa - Sede amministrativa: Piazza dei Facchini 10, 56125 Pisa
Iscrizione al Registro delle imprese di Pisa: PI-130559