Icon Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
 
Ricerca nel sito
Corsi di italiano
Corsi di italiano
I corsi di italiano della prima generazione
Aree disciplinari del corso di laurea
Antichistica
Filosofia
Geografia
Letteratura
Lingua
Musica, Teatro e Cinema
Storia dell'arte
Storia e scienze sociali
Risorse in abbonamento
Biblioteca digitale
Museo virtuale
Enciclopedia
Materiali multimediali
Formazione
Forum
Ricerca utente

Archivio Primo PianoArchivio GeneraleHome News

Progresso e trasformazione dell’Italia unita

Lingua, una diversità vitale

Il messaggio del Presidente Giorgio Napolitano

La lingua come elemento centrale di identità nazionale, anche nelle parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Senza nascondersi la complessità del tema della “nazione italiana”, delle sue più lontane radici e del suo rapporto col movimento per la nascita, così tardiva, di uno Stato nazionale unitario, deve essere messo in evidenza quale impulso sia venuto dalla forza dell’italiano come lingua della poesia, della letteratura, e poi del melodramma al crescere di una coscienza nazionale».

L’intervento conclusivo del Presidente della Repubblica all’incontro su La lingua italiana fattore portante dell’identità nazionale ha puntato ad approfondire, senza retorica, il valore del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. «Non idoleggiamo il retaggio del passato e non idealizziamo il presente. I motivi di orgoglio e fiducia che traiamo dal celebrare l’enorme trasformazione e avanzamento della società italiana per effetto dell’Unità e lungo la strada aperta dall’Unità, devono animare l’impegno a superare quel che è rimasto e ad affrontare nuove sfide e prove per la nostra lingua e per la nostra unità. L’Italia non può essere presentata come un paese linguisticamente omologato nel senso di una negazione di diversità e di intrecci mostratisi vitali; e nessuno può peraltro pretendere di oscurarne l’unità di lingua faticosamente raggiunta».

«Il movimento per l’Unità non sarebbe stato concepibile e non avrebbe potuto giungere al traguardo cui giunse se non vi fosse stata nei secoli la crescita dell’idea d’Italia, del sentimento dell’Italia – ha sottolineato il Presidente -. Se con il progredire della coscienza e dell’azione politica, si giunge a “fare l’Italia” nel 1861, fu tra il XIX e il XX secolo, che cominciarono a circolare libri capaci di proporsi “come strumenti di educazione e formazione della rinata Italia”. Tuttavia, la strada da fare restò lunga e solo nel primo decennio del ‘900 - nel decennio giolittiano - si produsse una svolta decisiva per la crescita dell’istruzione pubblica, per l’abbattimento dell’analfabetismo, e più in generale, grazie alla scuola, per un progressivo avvicinamento all’ideale - una volta compiuta l’unità politica - di una lingua scritta e parlata da tutti gli italiani. Di qui anche lo sviluppo di una memoria condivisa nel succedersi delle generazioni».

L’appuntamento, promosso dalla Presidenza della Repubblica con la collaborazione dell’Accademia dei Lincei, dell’Accademia della Crusca, dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e della Società Dante Alighieri, ha visto la partecipazione di numerose personalità del mondo accademico e culturale e una serie di relazioni su aspetti di storia della lingua italiana. Tullio De Mauro è intervenuto su L’Italia linguistica dall’Unità all’età della Repubblica, Vittorio Sermonti su “La voce di Dante”, Luca Serianni su La lingua italiana nel mondo, Carlo Ossola su I libri che hanno fatto gli italiani, Nicoletta Maraschio su Passato, presente e futuro della lingua nazionale e Umberto Eco su L’italiano del futuro.

A margine dell’incontro anche il commento di Nicoletta Maraschio, Presidente dell’Accademia della Crusca: «Oggi la nostra lingua vive un momento di grande vitalità; si confronta con le altre lingue del mondo in tutta la sua giovinezza - 150 anni per una lingua scritta e parlata da un’intera comunità nazionale sono davvero pochi - ma anche in tutta la sua vecchiaia. Se partiamo da Dante e dal fiorentino poi fatto italiano la nostra lingua non ha un secolo e mezzo di vita ma più di sette». Per la Presidente l’auspicio che «queste celebrazioni possano essere un’occasione straordinaria per diffondere nelle giovani generazioni la consapevolezza, purtroppo non ancora abbastanza diffusa, dell’importanza dell’italiano e dell’intera nostra storia linguistica: una storia ricca e complessa, basata su delicati equilibri che sarà loro compito rispettare e valorizzare».

L'intervento del Presidente - Video

Michelangelo Betti(23/02/2011)
 
 
Archivio Primo PianoArchivio GeneraleHome News

 

Reg. Tribunale di Milano n. 739 del 28 dicembre 2002

Direttore responsabile: Marco Gasperetti
Caporedattore: Michelangelo Betti
Grafica: Andrea Grande

Collaboratori: Italia | Estero

Vuoi identificarti?
Utente
Password
Hai dimenticato la password?

Registrati
Potrai accedere alla Biblioteca e partecipare ai Forum!

Clicca qui!

Newsletter
Per ricevere le notizie di ICoN lascia la tua
e-mail

Rapporti internazionali
Partner didattici


Icon tools
Invia a un amico questa pagina
Fai di questa pagina la tua home page
Stampa questa pagina
Copyright © 2000-2016 Consorzio ICoN - Italian Culture on the Net - p.i. 01478280504
Sede legale: Lungarno Pacinotti 43, 56126 Pisa - Sede amministrativa: Piazza dei Facchini 10, 56125 Pisa
Iscrizione al Registro delle imprese di Pisa: PI-130559