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Claudio Cavallotti, il rossoblù dei Cuervos

Insegnamento e calcio a Ushuaia

Gli emiliano-romagnoli nella Terra del Fuoco

La storia di Ushuaia continua a passare per l’Italia. Per la città argentina, capoluogo della provincia della Tierra del Fuego, gli italiani hanno avuto un ruolo fondamentale. La costruzione del centro abitato più australe del mondo, del luogo in cui finisce il continente americano, si deve soprattutto agli emiliano-romagnoli arrivati nel 1948: una prima forma di emigrazione organizzata e concordata tra l’imprenditore bolognese Carlo Borsari e il governo Peròn. Oggi il flusso migratorio dall’Italia all’Argentina si è quasi del tutto fermato, ma spicca l’eccezione di Claudio Cavallotti, nato a Carpi nel 1979. Un nuovo abitante modenese per Ushuaia, diviso tra l’insegnamento e la passione per il calcio, quello giocato.

Cavallotti è figlio di una storia diversa dalle tante altre storie degli italiani di Ushuaia. Non viene da una famiglia emigrata con l’impresa Borsari nel 1948 o da un’altra città argentina negli ultimi anni. Claudio è nato in provincia di Modena, ultimo di quattro fratelli. Ha trascorso l´infanzia a Migliarina, una frazione del comune di Carpi, in una casa di campagna, saltando fossi, correndo in bicicletta, giocando a pallone. Dopo le scuole elementari in paese, frequenta le medie e il liceo scientifico sperimentale linguistico a Carpi, dimostrando predisposizione per le lingue straniere e le materie umanistiche, e coltivando parallelamente l’altra sua grande passione, che in emiliano si chiama “zughèr al balòn”, giocare a calcio. Ammette di essere stato una promessa del calcio e di avere fatto provini per il Parma, il Milan e il Modena - ma la promessa è rimasta tale. Proseguendo gli studi sceglie la laurea in lingua e cultura italiana all´Università per stranieri di Siena. Ottenuto il diploma vince un concorso per l’insegnamento dell’italiano all’estero, rinuncia al tirocinio a Tunisi e opta per la “cattedra” di nove mesi nella Sociedad Italiana di Ushuaia. In quel 2004, in quella città lontana, conosce Victoria e, concluso il tirocinio, decide di rimanere. Ora, lui e Victoria hanno una meravigliosa bambina di nome Lucia. Cavallotti adesso insegna italiano e storia dell´arte in una scuola superiore, oltre che nella Sociedad Italiana.

E nella Terra del Fuoco l’insegnante modenese è anche ritornato calciatore. Cavallotti difende i colori rossoblù dei Cuervos del Fin del Mundo ed è divenuto un nuovo punto di riferimento per quella comunità di emiliano-romagnoli rimasti a vivere in Argentina, a oltre 16mila chilometri dalla patria. La squadra dei “Corvi” è nata come filiale di una società calcistica di Buenos Aires, il Club Atletico San Lorenzo de Almagro, e utilizza gli stessi colori della squadra madre, che sono anche i colori del Bologna, da cui provenivano i coloni fondatori di Ushuaia.

Con Claudio, dopo alcune stagioni di buoni risultati nel campionato locale, l’anno scorso la squadra di Ushuaia è approdata nel Torneo Argentino C. Per la squadra un campionato nazionale importante e difficile, con partite casalinghe giocate nel freddo vento patagonico e con trasferte anche di duemila chilometri, per far visita ai club rivali. Malgrado tutto i Cuervos sono arrivati fino allo spareggio finale per un altro salto di categoria, purtroppo mancato.

Marcelo Carrara(13/04/2010)
 
 
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