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La promozione culturale all’estero

I narratori della nuova Italia

Tutte le iniziative dell’IIC di Stoccolma

La promozione culturale dell’Italia all’estero. Con l’obiettivo di mettere in luce la nuova realtà artistica del Belpaese, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolmaha scelto di puntare sui nuovi narratori. Un impegno concretizzato con la pubblicazione della rivista Cartaditalia. Paolo Grossi, direttore dell’IIC, racconta i primi passi di questa esperienza svedese.

Puoi scaricare il testo completo dell’intervista

È molto recente l’uscita del primo numero della rivista Cartaditalia. Quali sono le caratteristiche di questo progetto di promozione culturale?

L’idea è nata dalla constatazione che, per il pubblico colto che vive all’estero e non ha la possibilità di seguire costantemente sui mezzi di informazione le vicende della vita culturale e artistica del nostro Paese, è molto difficile orientarsi in una selva di informazioni spesso disordinate e disparate. Come è noto, quanto più aumenta la massa di informazioni cui siamo quotidianamente “sottoposti”, tanto più difficoltoso diventa operare una ragionata selezione. Di qui, la necessità di offrire una “mappa”, una carta (come il titolo vuole indicare) di orientamento nei più diversi territori dell’attività culturale, dalla letteratura alla musica, dal cinema al teatro. La rivista ha suscitato interesse in stampa ed editoria. Avendo già lavorato in Svezia venticinque anni or sono, come docente di letteratura italiana presso l’università di Uppsala, posso dire che oggi il panorama editoriale svedese è decisamente peggiorato. Di qui il dovere, per chi dirige l’Istituto di Cultura di Stoccolma, di esercitare un’azione incisiva sul’editoria. Un lavoro faticoso, certo, e spesso ingrato, ma che lentamente potrà dare i suoi frutti.

La rivista nasce come pubblicazione dedicata alle arti italiane contemporanee. Qual è, a suo avviso, l’immagine che gli svedesi hanno del nostro Paese?

Questa domanda esige una risposta articolata. La stampa popolare insiste purtroppo, negli ultimi anni, su alcuni cliché ribattuti (la malavita organizzata, il degrado ambientale, la corruzione della classe politica). Tuttavia, l’opinione pubblica svedese ha, in generale, una immagine molto positiva dell’Italia. Altro poi è il discorso che va fatto per le élite culturali del Paese, dove si riscontra un attento interesse alla creatività artistica e culturale contemporanea italiana. Gli specialisti dei rispettivi settori conoscono bene i nostri maggiori compositori, i nostri artisti, giovani o più affermati. Prova ne siano, per esempio, le recenti iniziative del Moderna Museet di Stoccolma, che ha dedicato lo scorso anno una mostra all’arte italiana fra anni Cinquanta e Sessanta e che, quest’anno, ospiterà Francesco Vezzoli. O ancora le mostre di opere di due giovani artiste italiane, Rosa Barba e Micol Assale, che saranno allestite questo autunno alla Bonnierskonsthallen di Stoccolma.

In questi giorni l’istituto ha anche promosso un ciclo di seminari sulla letteratura italiana nel nuovo secolo. Quali sono le tendenze che vede emergere?

Nel seminario Letteratura Italiana 2000 studiosi di provenienze diverse si sono confrontati su una materia ancora in divenire, tracciando percorsi, individuando linee tematiche, generi e sottogeneri. Tra i tanti interventi, tutti egualmente stimolanti e coinvolgenti, vorrei segnalare in particolare quello di Martin Rueff, dedicato alla poesia italiana contemporanea. Docente di teoria letteraria all’università di Parigi VII e di storia della della filosofia all’università di Bologna, curatore di un’importante antologia della poesia italiana, uscita a Parigi pochi anni or sono, Martin Rueff, ha tracciato un articolato quadro delle più significative tendenze in atto nella poesia italiana oggi. Troppo lungo sarebbe qui cercare di riassumere un panorama estremamente ricco e suggestivo, in cui Martin Rueff ha proposto di distinguere almeno quattro grandi orientamenti: poesia, ri-poesia, neo-poesia, post-poesia. Ricordo, per concludere, che Martin Rueff sarà il curatore del prossimo numero di Cartaditalia, dedicato alla poesia italiana contemporanea. L’uscita è prevista in autunno, fra fine ottobre e primi novembre.

Paolo Grossi, direttore dell’IIC di Stoccolma, è nato nel 1956 a Torino, dove si è laureato in letteratura italiana. Ha poi conseguito il dottorato in lingue romanze all’università francese di Caen. Grossi ha lavorato alla società Olivetti di Ivrea e, come consulente culturale ed editoriale, in diverse aziende e case editrici italiane. Ha insegnato nei licei italiani e alle università di Uppsala e di Caen. Ha pubblicato studi, in italiano e in francese, sulla letteratura italiana moderna e contemporanea.

Michelangelo Betti(18/06/2009)
 
 
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