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Per cinque giorni Torino capitale del libro

Autori e case editrici al Lingotto

Alla Fiera Internazionale il tema “Io, gli altri”

Giorni della parola scritta a Torino. Fino a lunedì è in programma al Lingotto la ventiduesima edizione della Fiera Internazionale del Libro. Quest’anno il motivo conduttore della manifestazione sono la consapevolezza di sé e le relazioni interpersonali. Il tema “Io, gli altri” viene introdotto e in parte spiegato da una frase di Italo Calvino: «La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso».

Dagli organizzatori un’analisi in negativo: la scelta dell’Io come motivo conduttore della Fiera 2009 nasce dalla constatazione di quanto oggi l’Io sia malato. Esibizionista, egoista, autoreferenziale, indifferente al destino e alle necessità degli altri, ha perso il senso della comunità ed è incapace di elaborare progetti condivisibili, di riconoscersi in una causa di utilità comune. Un Io che non sa guardarsi dentro, e invece di affrontare una coraggiosa autoanalisi preferisce creare un alter ego virtuale da far circolare in rete, offrendo di sé un’immagine edulcorata che non corrisponde al vero: non il ritratto di quello che si è, ma di quello che si vorrebbe essere. Un inganno romanzesco, una proiezione immaginaria.
Un cambiamento graduale della percezione e rappresentazione del Sé, con l’ipotesi di un passaggio da un Io che si doveva dissolvere nelle grandi masse, nei partiti, nei movimenti, reprimendo il proprio narcisismo e il proprio diritto alla gratificazione, a un Io edonista che ricerca unicamente il proprio utile e piacere individuale. La società che diviene non una aggregazione di sodali, ma una somma di atomi, una massa inerte in adorazione di figure carismatiche.

Una Fiera dalle grandi cifre, che in ognuno degli ultimi anni ha visto la partecipazione di circa 1.400 espositori, con 300.000 visitatori. Imponente anche l’elenco dei grandi nomi che animano l’edizione 2009. In testa a tutti il Nobel turco Orhan Pamuk, che torna al Lingotto dove era già stato ospite nel 2001, prima della laurea svedese. Salman Rushdie presenta il suo nuovo romanzo. David Grossman, particolarmente caro ai lettori italiani, il cinese Yu Hua, uno dei grandi narratori del suo Paese. Il poeta franco-siriano Adonis, lo svedese Björn Larsson, con i suoi racconti sul piacere della ricerca dedicati a Primo Levi, il danese Mikkel Birkegaard, l’argentino Alberto Manguel, gli spagnoli Alicia Giménez-Bartlett e Arturo Perez-Reverte, il maestro del thriller Jeffrey Deaver in dialogo con il giovane collega italiano Donato Carrisi, gli americani Percival Everett, Todd Hasak Lowy, James Frey e Garth Stein; l’inglese Howard Jacobson, l’israeliano Yehoshua Kenaz, l’americano André Aciman, la tedesca Julie Zeh, il macedone Luan Starova, i libanesi Salwa Al]Neimi e Naiwa Barakat, l’indiano Indra Sinha. John Simenon ricorderà il padre Georges.

Collegata alla Fiera anche la mostra 99 Click. Una rassegna con un racconto per immagini del Novecento, narrato da alcuni dei più grandi fotografi italiani e internazionali. Un’esposizione con gli scatti di Henri Cartier-Bresson, André Kertész, Helmut Newton, Robert Doisneau, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice, Gabriele Basilico. 99 foto più una, l’immagine numero 100 che simbolicamente conclude e compendia il percorso. Tra i clic chiamati in causa per descrivere la parabola ascendente della fotografia nel XX secolo lo scatto «verista» d’oltreoceano Alabama 1938 di Walker Evans, il mitico Bacio all’Hôtel de Ville (1950) di Robert Doisneau, una delle foto più riprodotte degli ultimi sessant’anni, i Funerali di Gandhi (1948) del maestro della «street photography» Henry Cartier Bresson, l’inquietante Gemelle di Diane Arbus o ancora uno dei celebri lavori in distorsione allo specchio di André Kertész. C’è anche la Migration Mother, Nipomo California del 1936 di Dorothea Lange, testimonianza documentaria sul trionfo dell’istinto di sopravvivenza umano filtrato dalla sensibilità psicanalitica dell’autrice. Dopo l’anteprima in Fiera la mostra si trasferisce ad Asti, nei locali espositivi della Fondazione Giov-Anna Piras, per poi proseguire con un percorso itinerante in Italia.

red(14/05/2009)
 
 
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