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Roberto Benigni torna sul palcoscenico

La Commedia gira il mondo

Tra Europa e America per le letture dantesche

Mercoledì 17 giugno andrà in scena anche a Buenos Aires lo spettacolo Tutto Dante di Roberto Benigni. La data argentina chiuderà la tournée mondiale dell’attore e regista, iniziata a Zurigo lo scorso dicembre. Per Benigni sei mesi di esibizioni in città europee e americane, con tappe a Parigi, Bruxelles, Londra, Monaco di Baviera, Ginevra, Francoforte, Stoccarda e New York. Un evento importante per molti italiani all'estero: in Argentina, con una sola esibizione in programma, il pubblico ha già da tempo iniziato la ricerca dei biglietti. Una notizia importante non solo nell'ambiente accademico, ma anche tra chi non conosce l’attore, senza saper molto della Commedia. E sono stati attivati anche blog "in attesa" dello show.

In Italia, dove l’artista toscano ha portato in scena lo spettacolo tra il 2006 e il 2007, e in questi appuntamenti all’estero, i risultati sono sempre gli stessi: biglietti esauriti, teatri pieni e pubblico emozionato con una standing ovation finale.
La tournée e lo spettacolo argentino, in programma al Teatro Gran Rex, rappresentano per Benigni l’occasione di proseguire una carriera basata non solo sul cinema, ma anche su esibizioni in contatto diretto con il pubblico, dalle feste e dai piccoli teatri della provincia Toscana, passando ai successi nazionali, sino ad arrivare alle platee di tutto il mondo.

In Tutto Dante Benigni, sul palco da solo, unisce comicità e letteratura, sfidando il continuo bombardamento di immagini che pervadono la nostra vita, riesce a far riflettere e commuovere con la sua voce e con la sua presenza. Una prima parte è dedicata a un monologo sui temi di attualità politica, tra ironia e satira. Uno sguardo sull’oggi, con occhi che leggono la realtà attraverso le esperienze vissute nel paese d’origine, Vergaio, e nella campagna toscana, a Roma e cinecittà, con Hollywood e l’Oscar per La vita è bella. Nella seconda parte l’attore recita invece il Canto V dell’Inferno dantesco, con il racconto della visita al girone dei lussuriosi.

La realtà di oggi e un testo medievale. L’inferno della vita di tutti i giorni e quello letterario, mettendo in primo piano Dante e la sua opera. A settecento anni dalla scrittura della Commedia emerge un testo vivo, non solo solo nello spettacolo del regista.

In molte parti del mondo è ancora viva la tradizione della Lectura Dantis e spesso l’opera viene rielaborata in ambiti inaspettati, dalla recente versione in videogioco al Palazzo Barolo, un edificio pieno di riferimenti alla Divina Commedia costruito proprio a Buenos Aires all’inizio del Novecento.

Il testo poetico dantesco, composto tra il 1306 e il 1321, continua quindi a essere moderno e a catturare la nostra attenzione. È ormai etichettato come “classico” e come ha scritto Italo Calvino: “Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”.

E quando nell’Inferno l’autore presenta storie di peccati come la violenza, il tradimento, il furto, l’usura, l’ipocrisia e la corruzione, racconta anche l’essenza del nostro presente. Roberto Benigni trasmette questa attualità del messaggio dantesco, mostrando come dopo sette secoli la natura dell’uomo non sia troppo cambiata.
Hermann Hesse aveva ragione: “L’arte della vita sta nell’imparare a soffrire e nell’imparare a sorridere”. Dante, con Benigni nelle vesti di narratore, ce lo dimostra ogni volta che sale sul palcoscenico.

Verónica Trentini - verotrear@yahoo.com.ar (16/04/2009)
 
 
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