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L'emigrazione, fenomeno rimosso

La diaspora non raccontata

Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento milioni di italiani hanno lasciato il paese “in cerca di fortuna”. Un flusso migratorio che ha caratterizzato la storia nazionale e cambiato l'Italia. Un fenomeno che è comunque rimasto nell'ombra. Quasi rimosso e non indagato, anche dalla letteratura.

Il volume Vite ritrovate. Emigrazione e Letteratura italiana di Otto e Novecento di Gianni Paoletti cerca di ripercorrere il rapporto esistente tra produzione letteraria e la poco narrata scelta di cercare una nuova vita. Gli scrittori italiani di riferimento nei due secoli hanno dato poco spazio al racconto dell'emigrazione e, anche gli autori maggiori di questo esteso periodo, sembrano essersi soffermati solo parzialmente o episodicamente sul fenomeno. Dal diciannovesimo secolo, con il passare il tempo, una vera e propria presa di coscienza delle dimensioni, non solo numeriche, del fenomeno e la comparsa di romanzi e racconti per rappresentare un'esperienza collettiva, condivisa soprattutto dai più deboli della società. Un percorso narrativo senza un vero filo conduttore su uno dei nodi maggiori della vicenda storica dell'Italia post-unitaria.

Storie personali e storie di un popolo che riemergono nelle pagine di De Amicis, Pavese, Pirandello, Gadda, Pasolini, Sciascia e di autori come Silone, Calvino, Jovine, Piovene, Levi, Soldati, Borgese, Sgorlon, sino ad arrivare agli autori della narrativa contemporanea. Il libro di Paoletti traccia una storia della letteratura singolare, che passa da riferimenti dispersi e lontani a una trama più fitta di titoli comparsi sopratutto tra la fine del Novecento e l'inizio del nuovo millennio. L'Italia che diviene paese di immigrazione sembra così scoprire un interesse nuovo per la figura del migrante. Paoletti delinea così un cammino caratterizzato più dai luoghi che dal tempo, con immagini letterarie espresse con stili e modalità narrative differenti. Una storia composta da racconti e romanzi, diari di viaggio e frammenti autobiografici, indagini critiche e reportage. Il testo è edito dalla Editoriale Umbra di Foligno per la collana I Quaderni del Museo dell’Emigrazione di Gualdo Tadino.

red(02/02/2012)
 
 
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