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“Aria” italiana in Cina

Premio internazionale
per una bicicletta avveniristica

“Aria” ovvero una bicicletta per battere il record dell’ora con un design italiano, premiato anche in Cina. Un 2011 di soddisfazioni per Marco Mainardi. A trentatré anni il progettista veneto è risultato primo tra gli 863 partecipanti alla Fiera internazionale del ciclo di Taipei. Mai nessun italiano si era imposto nel concorso della rassegna asiatica, giunta quest’anno alla quindicesima edizione. Nella selezione finale il giovane di Spinea, da tempo residente a Scorzè, ha superato Chang Chen Wei e Chi-Zhi Chang di Taiwan e Jason Hòs da Hong Kong.

Un progetto non solo virtuale, dato che la condizione per poter partecipare al concorso di Taiwan era che la bicicletta fosse realizzabile. Il premio intendeva inoltre riconoscere l’idea che sapesse fornire soluzioni tecnologiche nuove e che avesse gradevolezza estetica. Richieste quasi scontate in un paese in cui si fabbrica il venti percento delle due ruote del pianeta. “Aria” non potrà comunque mai uscire dalle piste. Mainardi ha infatti disegnato e costruito una bicicletta non adatta ai ciclisti di strade e sentieri. Un mezzo a due ruote senza freni, né cambio. Una struttura elastica e resistente, realizzata in carbonio e con uno scheletro interno in magnesio. Circa sei chili il peso totale.

Le linee vagamente retrò nascondono una rivoluzione aerodinamica. L'obiettivo di Mainardi era quello di far scivolare l’aria attorno all'atleta, senza risucchi né turbolenze. Per cambiare direzione non occorre quindi girare il manubrio, ma solo muoverlo avanti e indietro, e anche la sella segue il movimento del ciclista. Accorgimenti che permettono all’atleta di mantenere la stessa posizione per tutta la prova, evitando qualsiasi spostamento. Appese al chiodo le ruote lenticolari, sostituite da ruote con tre raggi per tagliare l’aria e sfruttarne anche la spinta. Modificate infine anche le pedivelle, più larghe, sottili e leggere, per ridurre la resistenza dell’aria.

La ribalta internazionale ha “lanciato” l’idea di Mainardi, già contattato da alcune aziende interessate al progetto “Aria”. Finora sono stati realizzati dei prototipi dal costo di oltre 40mila euro l'uno. La curiosità degli imprenditori si rivolge anche verso alcune soluzioni tecniche, come quelle utilizzate per manubrio, sella e pedivelle, che potrebbero essere trasferite dal prototipo alle biciclette normali.

Guarda il servizio di Antenna Tre Nord Est

Il sito di Marco Mainardi

red(24/06/2011)
 
 
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