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Antonio Raimondi e il Perù

L’eredità di un grande italiano

Durante 19 anni di viaggi per gli angoli più remoti del Perù –a cavallo, in barca o a piedi- un italiano motivato dallo studio della natura del Perù seguì un percorso importante di ricerca scientifica. Antonio Raimondi , eminente naturalista, geografo, scrittore e professore, arrivò in Perù nel 1850. Era per la prima volta stato interessato dal paese sudamericano nel giardino botanico della sua natia milano, osservando un cactus gigante di origine peruviana. Con la propria attività Raimondi riunì collezioni archeologiche, geologiche e botaniche, per non parlare della sua monumentale opera Il Perù , ancora considerata base delle ricerche scientifiche in diversi campi. Sulla diffusione dei lavori di questo grande italiano, abbiamo parlato con Luis Felipe Villacorta, direttore del Museo fondato nel 1981, all’interno della Scuola Raimondi, una grande storia della comunità italiana.

Come consegnatario dei beni di Raimondi, come state progettando la loro diffusione?

Il museo come organismo incaricato di promuovere i legami di fratellanza tra Perù e Italia, e nell’ambito dei valori di civiltà e di solidarietà, sta rinnovando la sua missione di diffondere l’eredità scientifica ed etica, di visione ottimistica di Raimondi nel futuro del Perù. In questo senso ci stiamo impegnando in un’opera di divulgazione e investigazione. È in corso la digitalizzazione di tutto l’archivio, composto da una varia gamma di documenti originali di alto valore storico, la pubblicazione di manoscritti inediti e, più in generale, stiamo mettendo a disposizione di studiosi e ricercatori peruviani e stranieri tutte queste informazioni. Siamo anche in contatto con possibili sponsor per l’avvio del progetto Flora Perpetua, che comprenderebbe la pubblicazione di 3 volumi più l’esposizione al Museo d’arte Italiana. Parte della sua eredità documentale sarà esposta al grande pubblico che potrà apprezzare nella sua reale dimensione l’opera di Raimondi e la sua impressione del Perù. Una rassegna sull’esplorazione scientifica con manoscritti, fotografie, disegni, acquarelli, quaderni, ecc. Sarà un’esposizione interessante e un bel regalo per la città di Lima.

Con quale settore della società siete più coinvolti?

Siamo ben noti nel mondo delle miniere. I minatori hanno sponsorizzato quasi tutti i 5 libri di Raimondi che abbiamo fatto ristampare negli ultimi 5 anni. Raimondi pubblicò sul tema delle miniere. Il Perù è un paese minerario e Raimondi è una figura molto apprezzata dai minatori nazionali, da geologi, ingegneri minerari nazionali, che ancora apprezzano nei lavori di Raimondi, a dispetto del tempo passato, i valori dell’esplorazione, delle scoperte minerarie. Raimondi si esprime con formule chimiche, approcci statistici, utili anche oggigiorno.

Sono previste alcune iniziative all’interno del vostro museo?

Stiamo lavorando con i bambini. Abbiamo adottato metodologie ludiche e interattive ispirate al percorso scientifico del naturalista milanese e alla sua vita. L’obiettivo è quello di sviluppare nel bambino l’interesse per la natura come via per lo sviluppo di una cultura di rispetto e tolleranza. Il catalizzatore per l’attuazione di questo processo di apprendimento è stata l’elaborazione di una storia, che riassume i passaggi più rilevanti della vita dello scienziato. Per i bambini il museo si trasforma in uno spazio di gioco., in cui i bambini raccontano delle fiabe, cercano dei tesori natuali, rocce, minerali, farfalle.

"Vi lascio ancora un vasto campo su cui eseguire le ricerche scientifiche. Io da parte mia, mi riterrò ampiamente ricompensato dei miei sforzi, avendo la gioia di aver fatto conoscere al mondo, la geografia e molte fonti di ricchezze di un paese che considero la mia seconda patria"

Liliana Bracamonte13/05/2009
 
 
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