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La cultura italiana in Argentina

L’attività dell’IIC di Buenos Aires

Oltre 50 anni di impegno per il “Belpaese”. Per l’Istituto Italiano di Cultura di Buenos Aires un’attività di promozione e sostegno per eventi, manifestazioni e iniziative di scambio culturale tra l’Argentina e l’Italia. La dottoressa Giuliana Dal Piaz, direttrice dell’istituto, ne ripercorre la storia e traccia un quadro dei rapporti tra i due paesi.

Da quanto tempo l’Istituto opera a Buenos Aires? Quali cambiamenti ha registrato nel corso del tempo, in particolare dal punto di vista dell’attenzione verso l’italiano?

L’Istituto opera a Buenos Aires dagli anni ’50, anche se in un primo momento sotto un nome diverso. Sia Buenos Aires che l’Argentina in genere presentano una situazione molto particolare: qui l’istituzione che da più tempo diffonde la lingua italiana è la Società Dante Alighieri, con quattro sedi nella capitale e una cinquantina di comitati sparsi sul vasto territorio argentino. Inoltre, l’Istituto ha avuto sede, fin dall’inizio della sua attività, in un appartamento (500 metri quadrati) di un edificio, destinato a ospitare il Consolato Generale e istituzioni culturali italiane. Trattandosi di un appartamento, al principio l’istituto ha potuto ospitare un ridotto numero di corsi. Con l’aumento del personale e la ridefinizione legislativa dei compiti istituzionali degli IIC, non è più stato possibile impartire corsi nella nostra sede. Per questa attività sono stati trovati spazi in affitto in altre istituzioni. Attualmente, grazie al trasferimento del Consolato Generale in un altro stabile, stiamo aspettando di realizzare delle aule in uno piani superiori, per poter finalmente organizzare corsi di lingua e cultura in maniera permanente e secondo i più moderni standard di insegnamento di una lingua straniera.

Quanto è forte l’interesse per la specializzazione nella didattica dell’italiano a Buenos Aires?

Come in altri paesi del mondo, l’interesse per la lingua italiana è spesso aumentato, soprattutto grazie allo straordinario sviluppo delle comunicazioni via Internet. È però difficile dare una risposta su questo punto: nelle Università argentine non esiste un corso di laurea in Lingua e Letteratura Italiana e anche i corsi di lingua che vengono in genere impartiti dagli atenei locali si concentrano sull’aspetto di "comprensione del testo scritto". Anche dopo un anno o due di corso, quindi, lo studente è in grado di leggere e comprendere un testo di moderata difficoltà, ma non di parlare o scrivere la lingua e a volte ha anche difficoltà con la comprensione orale, perché il corso frequentato non lo ha abituato alle variazioni di pronuncia, intonazione, modismi, etc. A Buenos Aires l’unico corso di laurea che dia una buona preparazione i docenti di italiano mi sembra quello dell’Instituto Joaquín González. Si tratta di una Facoltà di Magistero che ha anche dei buoni corsi di italiano. La Dante Alighieri ha invece istituito a Buenos Aires un corso abilitante all’insegnamento della lingua, organizzato, nelle sue linee generali, dalla Dante Alighieri di Roma.

Per l’apertura del prossimo semestre del Corso di laurea telematico in Lingua e cultura italiana erogato dal Consorzio ICoN, prevista per il 10 settembre, l’IIC di Buenos Aires metterà a disposizione una borsa di studio annuale. ICoN ne metterà a disposizione una seconda. Come è nata l’idea dell’erogazione di una borsa di studio?

Gli Istituti Italiani di Cultura nascono soprattutto per la diffusione della cultura italiana nel mondo, ma non ci può essere diffusione della cultura senza diffusione della lingua. Proprio la limitazione che ha oggi il mio Istituto ad impartire corsi di lingua proprî mi fa apprezzare doppiamente l’opera che ICoN svolge da anni on line. Sono inoltre convinta che la base della diffusione della cultura non sia l’evento eclatante: quello va bene per attrarre l’attenzione e per dimostrare ogni tanto le "punte" di eccellenza raggiunte dal nostro paese nei vari settori culturali e artistici, ma il lavoro sotterraneo e costante della "formazione" deve prevalere sulla "informazione" in quanto destinato a durare nel tempo e ad avere un effetto moltiplicatore.

Quali altre iniziative sta programmando l’Istituto per il 2009?

Alcune importanti attività in campo artistico, musicale e accademico, purtroppo fortemente limitate dalla riduzione del bilancio. Fino a questo momento il bilancio mi risulta ridotto al 50 % rispetto a quello del 2008. Data l’importanza della sede, tuttavia, spero che nella seconda metà dell’anno il Ministero sia in grado di integrare il nostro finanziamento con qualche fondo aggiuntivo.

Laura De Renzis24/04/2009
 
 
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