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Il fumetto per l’Italia

40 anni di strisce in mostra a Lucca

Si è aperta a Lucca la quarantatreesima edizione del Festival internazionale del Fumetto, una delle manifestazioni di settore più prestigiose d’Europa.

Il festival vede ogni anno la partecipazione di decine di migliaia di appassionati e di addetti ai lavori. Per quattro giorni, il centro di Lucca e l’area attorno alle storiche mura sono occupate dalle installazioni e dalla folla dei visitatori, in un evento che coinvolge tutta la città. Per chiunque si trovi a passare da Lucca, è impossibile non cogliere l’importanza che viene assegnata in Italia al fumetto a partire da quando, oltre un secolo fa, ha cominciato le pubblicazioni il Corriere dei Piccoli.

È soprattutto dalla fine della Seconda guerra mondiale, comunque, che il pubblico italiano ha cominciato ad apprezzare non solo i fumetti stranieri, ma anche le produzioni nazionali. Al punto che in pochissimi anni gli autori italiani sono diventati oggetto di esportazione, o addirittura di culto. Nella sezione Italia mondo ICoN ha chiesto a uno dei giovani esperti italiani di fumetto, Matteo Stefanelli, di descrivere il ruolo attuale del fumetto italiano all’estero in questa prospettiva.

Ma il caso italiano non si riduce a un semplice successo commerciale. Da Dino Buzzati agli scrittori più recenti, in Italia il fumetto è stato inserito, prima che altrove, nel patrimonio comune di chi legge e studia. Nel 1965 è uscito il primo numero della rivista Linus, patrocinata da Umberto Eco, Elio Vittorini e Oreste del Buono. L’anno successivo è stato invece inaugurato appunto a Lucca il Festival del fumetto, che da quel momento svolge il suo importante ruolo di punto di riferimento.

Su un piano più strettamente scientifico, segnaliamo inoltre che proprio in questi giorni è stato pubblicato Parola di papero, un corposo saggio di Daniela Pietrini sulla lingua usata nei fumetti Disney realizzati in Italiano (Firenze, Cesati, 2009): è il primo studio a descrivere in modo approfondito quello che, nell’opinione di molti esperti, è stato per decenni uno dei principali canali di comunicazione in lingua italiana. Siamo sicuri che non sarà l’ultimo lavoro in questa direzione.

Mirko Tavosanis29/10/2009
 
 
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