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Il genio italiano arriva a Budapest

Una mostra con 150 anni di scoperte

L’esposizione 150 anni di Genio Italiano. Innovazioni che cambiano il mondo raggiunge l’Ungheria. Fa tappa anche nella capitale magiara una mostra itinerante dedicata alle scoperte, ai progetti e alle invenzioni italiane che hanno avuto maggiore impatto sulla società e sull’industria. Una rassegna chiamata a illustrare come l’eccellenza della ricerca scientifica italiana abbia offerto alla nostra società risultati, stimoli metodologici e organizzativi, categorie di pensiero e in definitiva una migliore qualità della vita.

Il percorso espositivo si snoda attraverso quattro ambienti: vivere il nuovo, viaggiare è conoscere, lavorare con efficacia, superare le frontiere e curare è vivere. In Vivere il nuovo troviamo il cambiamento nel quotidiano con Giulio Natta, inventore della plastica, Alessandro Cruto, inventore della lampadina, Antonio Meucci, inventore del telefono, Camillo Olivetti, creatore della macchina da scrivere e Leonardo Chiariglione, inventore del formato digitale “mp3”. In Viaggiare è conoscere troviamo invece i cambiamenti introdotti nella società italiaa, e non solo, dai nuovi mezzi di trasporto. Uno spazio per presentare l’opera di Dante Giacosa, progettista dell’utilitaria, Corradino D’Ascanio, disegnatore della Vespa, Enrico Forlanini, pioniere dei dirigibili e Giuseppe Gabrielli, progettista aeronautico.

Lavorare con efficacia offre una sintesi dei cambiamenti che la ricerca scientifica ha portato nella vita di tutti i giorni: la sintesi dell’ammoniaca, ottenuta industrialmente da Giacomo Fauser, da cui ha preso il via l’industria dei nuovi fertilizzanti azotati, il primo Personal Computer costruito da Pier Giorgio Perotto e il primo microprocessore realizzato da Federico Faggin.

In Superare le frontiere dove viene illustrato il rapporto dell’uomo con il sottile limite tra il noto e l’ignoto: Guglielmo Marconi può essere considerato l’anticipatore del wireless, Enrico Fermi, che rese possibile l’esplorazione dell’atomo e Vito Volterra con l’applicazione di sistemi matematici alla biologia. Si chiude con Curare è vivere per ripercorrere i cambiamenti nella medicina con Giulio Bizzozero nell’istologia, con Ida Bianco e Ezio Silvestroni nella genetica e con Nazareno Strampelli nella genetica agraria.

La mostra 150 anni di genio italiano. Innovazioni che cambiano il mondo è allestita all’Istituto Italiano di Cultura di Budapest, in collaborazione con la Fondazione Rosselli. La mostra sarà aperta fino al 7 febbraio.

Lavinia Seriau(30/01/2013)
 
 
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