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Fabio Fazio spiega la tv

Intrattenimento e impegno civile

La televisione, da spazio della verità a luogo della notorietà. Fabio Fazio, da otto anni alla conduzione della trasmissione Che tempo che fa e dopo il successo di Vieni via con me, racconta la propria esperienza davanti alle telecamere. Quasi trenta anni di lavoro tra intrattenimento e impegno, sempre segnato da grandi successi di pubblico con Quelli che il calcio, Anima mia e con le due edizioni del Festival di Sanremo.

«Il ruolo della televisione è mutato rispetto al passato – esordisce Fazio -. Con un’offerta più ristretta, esisteva una grande selezione. In tv arrivava solo l’eccellenza e a chi parlava era riconosciuta una grande autorevolezza. Per questo la frase “Lo ha detto la televisione” sottintendeva l’idea di verità. Oggi il piccolo schermo è invece divenuto soprattutto il luogo della notorietà. Il mezzo non è più associato all’idea di lavoro, ma di opportunità di una fama fine a se stessa».

E il conduttore, in un incontro organizzato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, segnala anche un’altra trasformazione del mezzo televisivo. «L’introduzione dei rilevamenti sull’ascolto e l’importanza economica della pubblicità hanno portato a un cambio di prospettiva. Da ormai un po’ di anni davanti allo schermo non c’è più un “pubblico”, ma ci sono dei “consumatori”. Sono le valutazioni sul numero e tipo di spettatori-consumatori a determinare le scelte editoriali delle emittenti».

Una regola in parte tradita dallo stesso Fazio con la realizzazione di Vieni via con me, il maggior successo di pubblico nella storia di Raitre. Una trasmissione di impegno civile, con la partecipazione dello scrittore Roberto Saviano, che ha superato i dieci milioni di spettatori. «La tv, un vettore popolare e generalista, è stata usata per contenuti diversi da quelli abituali. Dopo ventotto anni di lavoro in televisione, Vieni via con me ha rappresentato un punto di arrivo. Si è trattato in effetti di un programma poco televisivo. Un programma quasi letterario, fatto soprattutto di “parole”, proprio in un periodo in cui le parole sembrano svuotarsi di significato. Pensare a una trasmissione “edificante”, che costruisce, mentre Pompei crolla. Il programma è stato la versione matura, e speculare, di Anima mia: nel 1997 abbiamo redatto un catalogo di eventi adolescenziali, legato agli anni ’70. In Vieni via con me il gioco dell’enunciazione di elenchi ha invece reso possibile la stesura di un catalogo di valori».

Fabio Fazio. Conduttore, presentatore, autore e imitatore entra nel mondo dello spettacolo partecipando nel 1983 al concorso Rai Un volto nuovo per gli anni ‘80 e da lì ha inizio la sua carriera in programmi televisivi e radiofonici. Esordisce nel programma Pronto Raffaella?, a cui seguono le partecipazioni a Loretta Goggi in quiz, Sponsor city, L'orecchiocchio e Jeans. Tra la fine degli anni ’80 e gli inizi degli anni ’90 conduce programmi per Odeon TV, Telemontecarlo e la Rai. Il grande successo arriva nel 1993 con Quelli che il calcio.... Quattro anni dopo i grandi ascolti di Anima mia, mentre nel 1999 e 2000 presenta il Festival di Sanremo. Rinnova la formula dei programmi di intervista con Che tempo che fa, in onda dal 2003. La trasmissione lo porta a ricevere il premio È giornalismo nel 2007. Lo scorso novembre, con Vieni via con me, fa segnare i massimi ascolti nella storia di Raitre.

Michelangelo Betti(24/02/2011)
 
 
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