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Musica e ceramica

In Perù una mostra per due arti

Musica e ceramica, in mostra a Lima. Nella capitale peruviana, nelle sale del Museo Pedro de Osma, l’esposizione di venticinque capolavori in ceramica che esaltano il rapporto tra l’arte musicale e la ceramica italiana. Una rassegna di manufatti prodotti tra il XV e il XVIII secolo, arricchita da una sezione storico-didattica e da un inedito gruppo di otto opere di grandi maestri contemporanei, quali Fontana, Baj, Ontani, Baccarini, Bertozzi & Casoni, Melandri, Cerone. La mostra Musica di smalto e ceramica contemporanea è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura di Lima, in collaborazione con il Museo Internazionale di Ceramica di Faenza e la Regione Emilia Romagna. Una rassegna con cui l’Istituto di Cultura intende rendere omaggio alla tradizione artigiana di Faenza, unendo a essa l’ambito musicale, in cui l’Italia ha saputo, nel corso del tempo, emergere e creare capolavori universalmente conosciuti e apprezzati.

Una mostra di grande rilievo per la capitale andina, inserita tra le iniziative della settimana della lingua italiana nel mondo. E per l’ambasciatore Francesco Rausi “gli oggetti esposti nella mostra, che il Museo Internazionale della Ceramica di Faenza ha prestato gentilmente, sono testimoni di come, anche nella storia artistica e sociale dell’Italia, la ceramica abbia conquistato un ruolo di assoluto valore”. Per il diplomatico i ceramisti hanno contribuito a sviluppare quell’idea del bello che ha segnato gran parte dell’arte italiana. Renato Poma, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura, ha invece ricordato che Faenza rappresenta “uno dei grandi centri di produzione della ceramica. La città della regione Romagna si connota per essere un grande centro d’arte e d’industria. Un luogo che, anche attraverso l’attività museale, ha fatto conoscere al mondo l’eccellenza di un’arte che viene da lontano e che non smette di sorprendere”.

I criteri espositivi e di scelta sono ripercorsi nella prefazione del catalogo della mostra da Carmen Ravanelli Guidotti. Spiega la critica d’arte che “la mostra di taglio multidisciplinare si presenta come l’occasione che stavamo aspettando, di sondare la qualità del rapporto tra ceramica e musica, soprattutto di dimostrare come la ceramica non abbia mai rinunciato, attraverso i secoli, ad avvicinarsi alla musica e a evocare, celebrare, esaltare l’arte musicale e i suoi strumenti vincolandoli con i protagonisti delle storie profane e bibliche delle allegorie”.

Liliana Bracamonte(05/10/2010)
 
 
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