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Il ritratto di Suor Virginia

In mostra la storia della Monaca di Monza

L’immagine che traduce la letteratura. La storia personale che diviene letteratura. Nelle sale panoramiche del Castello Sforzesco di Milano sessanta opere, realizzate nell’Ottocento da artisti noti come Francesco Hayez, Giuseppe Molteni e Gaetano Previati, con un unico soggetto: la monaca di Monza. Fino al 21 marzo una mostra dedicata a uno dei personaggi più noti dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Con il semplice titolo La Monaca di Monza, la rassegna intende restituire, attraverso i dipinti, la vicenda umana della donna e quella letteraria del personaggio reso celebre dal grande scrittore milanese.

Il percorso espositivo si snoda tra verità storica e rilettura romanzesca della figura di Marianna de Leyva, nota come suor Virginia, conosciuta come la Gertrude dei Promessi sposi. L’itinerario si svolge attraverso un approfondimento nella condizione femminile dell’età moderna, con un focus sulle monacazioni forzate. Si indaga non soltanto l’esperienza claustrale ma si approfondiscono altri aspetti della reclusione femminile, che si scopre sempre dovuta all’autorità paterna e coniugale. A fianco di “Gertrude” le immagini di altre donne private della libertà e note per la loro storia di vita difficile, tra loro Anna Bolena, Lucrezia Borgia, Pia de’ Tolomei, Isabella Orsini.

Al centro della mostra resta comunque la “grande peccatrice”. Il racconto di una storia privata che è anche occasione per descrivere la vita e la cultura della Milano del Seicento. La figura di Marianna viene ricostruita attraverso i documenti relativi a episodi della sua vita e alle famiglie da cui discese – i De Leyva e i Marino, proprietari dell’omonimo palazzo, ora sede del Comune di Milano – attraverso il carteggio con Federico Borromeo, custodito all’Ambrosiana, nonché attraverso gli atti processuali, eccezionalmente esposti al pubblico, contenuti nel manoscritto conservato all’Archivio Storico della Diocesi di Milano. Alla verità documentaria si sovrappone, nella seconda parte della mostra, il racconto letterario e figurativo della Monaca di Monza. Le crisi di coscienza e le remore morali di Virginia, nella traduzione manzoniana del personaggio della sventurata Gertrude, furono oggetto di straordinarie prove pittoriche da parte di diversi artisti dell’Ottocento: dall’intimo e delicato ritratto di Francesco Hayez fino alle proposte degli anni Sessanta e Settanta del Novecento di Giorgio De Chirico ed Ernesto Treccani.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Milano, ideata e prodotta da Alef, col patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Lombardia, della Provincia di Milano, della Provincia di Monza e Brianza.

La storia di Marianna de Leyva
Il sito della mostra

red(13/01/2010)
 
 
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