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Il Michelangelo discusso

A Francoforte una mostra sulle attribuzioni

Sono opere autentiche o si tratta di copie? Un disegno esposto allo Städel Museum di Francoforte è considerato un autografo di Michelangelo, ma l’attribuzione all’artista fiorentino è ancora oggetto di dibattito tra gli esperti. Nel Dipartimento delle Stampe e dei Disegni del museo tedesco la piccola opera è stata classificata sia come originale del maestro, che come lavoro di un allievo. Alcuni critici sono invece arrivati alla conclusione che si tratti di un “disegno didattico”: un foglio sul quale Michelangelo aveva tracciato dei motivi che dovevano essere ricopiati dagli allievi. Una mostra cerca adesso di far chiarezza.

Al museo di Francoforte è stata quindi allestita un’esposizione che mette a confronto disegni realizzati dall’artista toscano con quelli dei suoi allievi: accostamenti che permettono di valutare stile, qualità e differenze. Secondo molti storici dell’arte è infatti difficile riconoscere un vero “Michelangelo”. L’artista non firmava mai i propri disegni e il dibattito sul bozzetto tedesco non rappresenta il primo, o l’unico, esempio di divergenze sulle attribuzioni. Nel 1903 lo studioso Bernard Berenson gliene attribuiva circa 240 e nel 1913 un altro conoscitore del “divino”, Henry Thodes, ne contava 500. Oggi si parla di un corpus di circa 600 disegni.

Nell’ambito di questa esposizione, sarà soprattutto possibile apprezzare l’importanza che Michelangelo attribuisce al disegno come fonte primaria di ogni processo creativo e la centralità della figura umana in ogni sua opera. L’artista ha disegnato moltissimo, ma considerava questi lavori come preparatori. E nel 1564, alcuni giorni prima della morte, ne bruciò tantissimi.

È vero che prima di attribuirne una paternità vengono vagliate tutte le caratteristiche di un disegno, attraverso la scelta del motivo, la filigrana, la provenienza. Alla fine si tratta solo di indizi che non danno vera certezza. Martin Sonnabend ha curato l’esposizione allo Städel Museum e ha descritto i problemi degli studiosi ancora attuali in un catalogo.

Giorgio Vasari, artista e storico d’arte, consigliava di non pensare al nome dell’artista , ma di considerare l’opera stessa e l’effetto che essa provoca nell’osservarla. Sicuramente ci saranno stati tanti imitatori di Michelangelo e perfino molto bravi. Forse alcuni di loro si celano dietro a queste opere.

Michelangelo. Disegni ed attribuzioni
Städel Museum di Francoforte fino al 7 giugno

Fabrizia Ingrassia30/04/2009
 
 
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