Il Bauhaus è la scuola tedesca di architettura e arte applicata fondata a Weimar, nel 1919, da Walter Gropius che la dirige fino al 1928. Il Bauhaus nacque dalla fusione dell’Accademia d’Arte e della Scuola di Arti e Mestieri. Gropius sviluppa per la scuola un programma basato sul principio secondo cui un artista è in primo luogo un artigiano incaricato di trovare risposta a bisogni specifici. Uno dei mezzi fondamentali per la produzione degli oggetti artistici è la macchina; il progettista deve dunque, per prima cosa, impadronirsi della capacità di utilizzare la macchina. Lo scopo finale del corso era quello di sviluppare ogni campo della progettazione in soluzioni adeguate ad una moderna società industriale. Fra il 1919 e il 1922 la leadership culturale del Bauhaus è assunta dal pittore viennese Itten, particolarmente influenzato dalle filosofie orientali. La didattica di Itten si basava su un corso di preparazione di sei mesi (Vorkurs) nel quale il discepolo era chiamato a sperimentare materiali e forme, seguito da tre anni di lavoro in laboratori specializzati; al termine del corso l’allievo conseguiva il diploma di artigiano. Dal 1923 il Bauhaus diviene un centro di raccolta delle ricerche elaborate dalle avanguardie europee sul design industriale, la grafica, la pittura, la fotografia, il teatro. Fra il 1920 e il 1922 al primo gruppo di docenti della scuola si aggiungono alcuni artisti fra i quali Georg Muche e Paul Klee. Nel 1922 giunge a Weimar Kandinskij, introducendo nella scuola un’esperienza di psicologia della forma da lui già sperimentata nell’Istituto di cultura artistica di Leningrado. Nello stesso anno si tiene a Weimar un congresso delle avanguardie costruttiviste al quale sono presenti El Lissitsky e Theo van Doesburg. Gropius influenzato dalle nuove tendenze nel 1923 - anno della prima manifestazione pubblica del Bauhaus con una mostra, rappresentazioni teatrali e concerti di musica d’avanguardia - decide di rinnovare il corpo docente della scuola introducendo due costruttivisti: Laszlò Moholy-Nagy e Joseph Albers. Il problema della riproducibilità dell’opera d’arte diviene primario all’interno della didattica sperimentale del Bauhaus che dal 1923 non è più da considerare una scuola in cui si formano artigiani, ma piuttosto un laboratorio di modelli per la produzione in serie. Per motivi legati all’ostilità del clima culturale della città di Weimar, nel 1925 la scuola viene spostata a Dessau in un edificio progettato da Gropius e da Carl Fieger. L’edificio, una delle più significative opere di Gropius, era stato concepito proprio per ospitare la scuola ed era dunque composto da classi, laboratori, uffici, luoghi comuni e dormitori; ciascun luogo era isolato in unità separate in base alla loro funzione, ma disposte, asimmetricamente fra loro, a comporre uno schema a ruota. Nel 1928 Gropius lascia il Bauhaus per tornare a Berlino e la direzione della scuola viene presa da Hannes Meyer, un architetto svizzero vicino culturalmente e politicamente alle esperienze sovietiche. Sotto la direzione di Meyer il Bauhaus diviene anche una scuola di architettura in cui il legame con la produzione industriale assume un forte carattere sociale. La politicizzazione della scuola provoca la richiesta di dimissione di Meyer. La direzione viene dunque presa da Mies van der Rohe che è costretto a spostare la scuola a Berlino per poi chiuderla nel 1933 sotto la pressione nazista. I principi e i programmi del Bauhaus vengono portati negli Stati Uniti a partire dal 1933, quando Josef e Anni Albers diventano insegnanti in un college della Carolina del Nord; poi, nel 1937, Moholy-Nagy si trasferisce a Chicago; nel 1938 Walter Gropius e Marcel Breuer entrano a far parte del corpo docente di Harvard; infine, nel 1939, Mies van der Rohe viene nominato direttore della scuola di Architettura dell’Armour Institute di Chicago.