Joseph Mallord William Turner (Londra 1775- 1851) inizia la carriera artistica come disegnatore topografico, cioè con intenti prevalentemente documentari più che artistici; si diletta anche nel dipingere qualche soggetto storico e case di campagna, ma, nel frattempo, va perfezionandosi come pittore di paesaggio.
Si forma dal 1789 al 1793 presso la Royal Accademy School. Sono questi gli anni in cui Turner studia la prospettiva, l’antico e, copiando gli acquerelli di Cozens, i contrasti di luce e di ombra.
Nel 1799 viene eletto membro della Royal Accademy, nel 1802 Accademico Reale e dal 1808 al 1838 insegna prospettiva all’Accademia stessa.
Fin dalle prime esperienze Turner rivela la sua bravura soprattutto nella tecnica dell’acquerello.
Al 1819 si data il suo primo viaggio in Italia: qui abbozza numerosi disegni ed acquerelli, circa 1500, che poi diverranno i cosiddetti quadri di soggetto italiano caratterizzati da colori piuttosto chiari; dopo l’esperienza italiana sceglie di abbandonare, nei dipinti ad olio, lo sfondo marrone a favore dello sfondo bianco.
Il suo stile con il passare degli anni si modifica passando da un’impostazione illustrativo-topografica ad una interpretazione romantica della natura. Uno dei soggetti prediletti è costituito dall’architettura gotica e classica.
Fra il 1810 e il 1820 Turner realizza un certo numero di quadri rappresentanti scene inglesi nelle quali lo studio della luce e dell’atmosfera si accompagna ad una grande libertà disegnativa. Probabilmente sotto l’influsso di Claude Lorrain, che Turner aveva preso a modello, dipinge una serie di varianti del porto di mare con edifici classici, tema prediletto del secentesco artista francese.
Spesso Turner inserisce nei suoi quadri citazioni poetiche tratte da componimenti di diversi artisti, ma anche da un suo testo comparso con il titolo Fallacies of Hope.
Morendo senza eredi e senza allievi, lascia allo stato tutti i dipinti di sua proprietà.