Artista, poeta, scrittore, decoratore, editore e politico, personaggio complesso e di vasti interessi, William Morris è una delle figure più importanti per la storia politica, artistica e letteraria inglese della seconda metà dell'Ottocento. Nasce a Walthamstow nel 1834 da una ricca famiglia borghese, si forma in scuole anglocattoliche e sotto la guida della madre. Si laurea all'Exeter College di Oxford in Letteratura inglese; sempre a Oxford nel 1856 entra in contatto, attraverso l'amicizia con Edward Burne-Jones, con un gruppo di Preraffaelliti. Morris, però, si distingue subito dai compagni per un maggior impegno sociale, derivante dall'insegnamento di John Ruskin e, a partire dal 1876, attraverso la lettura delle opere di Marx, per un orientamento socialista e rivoluzionario.

Morris compie un viaggio nell'Île de France (1855), dove visita le cattedrali gotiche e consolida l'interesse per l'arte e l'architettura del Medioevo. Inizia a elaborare una concezione estetica e sociale che in un richiamo al Medioevo (in particolare al Gotico) e al lavoro delle Corporazioni vede una soluzione al problema della degenerazione dell'Arte e della spersonalizzazione dell'artista provocati dalla crescente industrializzazione. Convinto della necessità di un profondo rinnovamento politico-sociale e fedele alle teorie del socialismo utopistico inglese, egli vede nel ritorno al lavoro artigiano il mezzo per superare l'alienazione del lavoro capitalistico. Al ritorno dal viaggio in Francia cura personalmente la realizzazione delle decorazioni interne e dell'arredamento della sua residenza, la Red House di Upton, che concretizza molto bene i suoi ideali artistici. Riceve anche importanti commesse per il St. James Palace e il Kensington Museum. Si dedica inoltre alla pittura, influenzato dalla personalità del pittore italiano Dante Gabriele Rossetti (l'unica opera certa è La regina Ginevra, 1858); nello stesso periodo comincia a scrivere poesie ispirate a leggende medievali inglesi e irlandesi. Nel 1858, esordisce come scrittore con The Defence of Guenevere, ritenuta da alcuni critici la sua opera migliore.

Ritenendo che l'attività artistica avrebbe trovato la sua giusta collocazione nel campo delle arti applicate, Morris fonda nel 1861 la Morris, Marshall, Faulkner and Co., una società che produceva e vendeva quadri, sculture, tappezzerie, stoffe d'arredamento, vetrate, gioielli, maioliche. Attraverso la ditta e, dal 1888, con le esposizioni delle Arts and Crafts ("Arti e mestieri"), Morris divulga le sue invenzioni decorative, dove l'arabesco floreale è lo stile predominante. L'impresa si rivela un successo, ma l'artista ne rimane deluso perché si accorge che i manufatti prodotti dalla ditta risultano, per questioni di costo, adatti solo a soddisfare il lusso dei ricchi. Il movimento Arts and Crafts, per la riforma della arti applicate, fu promosso in Inghilterra nella seconda metà del XIX secolo con lo scopo di ovviare allo scadimento qualitativo e estetico degli oggetti di uso comune e di produzione seriale. Per il movimento fu fondamentale sul piano teorico l'influenza del pensiero di John Ruskin, che auspicava il ritorno a metodi artigianali e a organizzazioni sociali tipiche del Medioevo. Sul piano pratico fu proprio Morris a dare voce alle teorie di Ruskin, proponendo di ridare vita a un'arte "del popolo per il popolo". Gli artigiani-artisti di Arts and Crafts cercano di applicare una raffinata bellezza anche ai prodotti destinati all'uso quotidiano, come la carta da parati, i vetri o i tessuti, in contrasto con l'uniforme produzione meccanizzata. Nel 1891 Morris fonda una tipografia di alta qualità, la Kelmscott Press, per la quale disegna anche una serie personalissima di caratteri goticheggianti. L'impresa è ancora una volta legata a ragioni estetiche: considerando i libri come opere d'arte, Morris introduce nell'attività tipografica procedimenti di stampa sofisticati, carte speciali e l'uso della seta per le copertine. William Morris muore nel 1896 a Hammersmith.