Con il termine "Preraffaellismo" si designa un movimento artistico sorto nell'Inghilterra vittoriana, a metà dell'Ottocento, che propugnava uno studio diretto e ingenuo della natura fuori da ogni convenzione scolastica e il ritorno a un'etica artistica propria della tradizione pittorica antecedente a Raffaello (1483-1520). Il movimento, in polemica con il neoclassicismo accademizzante che aveva avuto in Inghilterra il suo massimo esponente nel pittore Joshua Reynolds (1723-92), era alla ricerca di un'arte al tempo stesso raffinata e immediata, originaria e idealizzata, non priva di un'istanza di rinnovamento etico e sociale. Nel 1848, anno delle rivoluzioni europee, alcuni pittori e letterati, tra cui William Holman Hunt (1827-1910), John Everett Millais (1829-1896) e Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), fondarono la Confraternita dei Preraffaelliti (Pre-Raphaelite Brotherhood), firmando in seguito le loro opere con la sigla PRB. In alcune idee di fondo i preraffaelliti furono influenzati dalle tesi del critico e filosofo John Ruskin (1819-1900), il quale sosteneva la necessità, per l'architettura, di un ritorno al Gotico, e per le arti figurative di un ritorno ai "primitivi", che erano appunto gli artisti prerinascimentali o del primo Rinascimento.

Il movimento, simile per alcuni suoi orientamenti ai gruppi dei Nazareni tedeschi e dei Puristi italiani e francesi che lo avevano preceduto, soprattutto nella ricerca della genuinità delle idee e nella lotta contro una concezione intellettualistica dell'arte, ebbe tuttavia influenza anche nel Novecento, attraverso l'opera di William Morris (1901-1979) e del già citato Ruskin, sul movimento Arts and Crafts  inglese, sull'Art Nouveau francese e sul Liberty italiano. Pur muovendo da un'estetica di stampo romantico e mistico, con venature di umanitarismo sociale, il Preraffaellismo sembra attraversare territori più vasti, toccando luoghi apparentemente distanti, dalla visionarietà messianica di un pittore come William Blake (1757-1827) ai raffinati ornamenti di un illustratore decadentista come Aubrey Beardsley (1872-1898). Un fondo comune è dato certamente dalla convinzione di un'unità essenziale di letteratura e pittura, dall'esigenza di una comunicazione vitale di arti maggiori e minori, e dalla cura estrema dei particolari, dalla nitidezza del disegno e dalla brillantezza dei colori.